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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Leggiben: L’uomo che fu giovedì, di G. K. Chesterton

E cominciamo a parlare di libri, con qualche piccolo suggerimento di lettura. Niente più di pillole letterarie: se fossero una medicina potrebbero chiamarsi Leggiben, compresse a base di buona letteratura (70%), divertimento (20%) e buona vita (10%). E scusate se è poco.

Dunque: iniziamo da un libro non molto noto in Italia, o meglio, dimenticato: L’uomo che fu Giovedì, di G.K. Chesterton. Chesterton è l’autore, tra l’altro, dei racconti di Padre Brown (ve li ricordate Rascel-Padre Brown e Foà-Flambeau?

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A quell’epoca le cosiddette fiction si chiamavano originali televisivi ed erano vere e proprie piccole pièces teatrali, con attori straordinari, come appunto Arnoldo Foà). L’uomo che fu Giovedì è un libro del 1908 molto, ma molto, singolare. Una storia di terroristi anarchici e poliziotti che ha le mosse di una commedia di Feydeau, con continui, repentini colpi di scena e con la follia, tipicamente british, di un nonsense di Edward Lear o di una storia di Lewis Carroll. Vi ci troverete mongolfiere ed elefanti, duelli e agnizioni, mistero gotico e prati all’inglese. Anche Dio, con pardon, ci fa capolino. Che volete di più? Io l’ho letto (lo possedevo da secoli) nella vecchia BUR, con quelle meravigliose copertine di carta porosa, essenziali ed eleganti, ancora reperibili sulle bancarelle dell’usato. Ne potete però trovare varie edizioni economiche in commercio.

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Ah, dimenticavo la posologia: almeno una volta al dì, durante, dopo o lontano dai pasti. Eccellente prima del sonno, con sogni colorati assicurati.

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