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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Torino continua a vincere. Turin keeps winning/Keep winning, Turin!

Un frase che si può declinare in due modi. Affermativo: “Torino continua a vincere”, constatazione di un percorso iniziato ancora prima dei Giochi Olimpici, proseguito con i 150 anni dell’Unità Nazionale e pronto ad accogliere la felice bulimia di eventi del prossimo anno. Esortativo: “Torino continua a vincere!”, uno slogan, una speranza espressa ad alta voce, un incitamento per chi ha deciso di ‘fare squadra’. A noi piacciono tutti e due, perché questo 2014 – che tutti percepivano come anno di transizione – si sta rivelando concretamente ricco di stimoli. E, anche in una congiuntura globale ancora fragile, i segnali non mancano. Iniziamo dal turismo. Che, forse si comincerà a considerare una locomotiva e non più elemento decorativo. Rispetto all’anno olimpico le presenze 2013 sono cresciute di 400mila unità – totale un milione e mezzo – dato che sale a 600 mila se calcoliamo le notti passate in città. In sostanza: arriva più gente e si ferma più tempo. Tutti dati in controtendenza nazionale. Vogliamo fare due conti puramente ipotetici?  Ipotizziamo che ogni turista abbia speso in media 200 euro; bene, a Torino sono arrivati 300 milioni di euro solo nel 2013. E parlo di soldi veri, spesi nell’economia reale: hotel, ristoranti, negozi, in primis. Ma i segnali di un ritrovato ‘Turin pride’ sono tanti. Riapre lo storico Del Cambio, dopo anni di tristezze e chiusura; Juve e Toro vincono distanziando Milano e Roma come classifica complessiva; San Salvario (ex area ad alto tasso di insicurezza) si consolida come nuovo polo della movida cittadina, i punti ‘originali’ o ‘di eccellenza’ della ristorazione cittadina crescono e si rinnovano, il neonato ‘Polo Reale’ rimette magnificamente in ordine il patrimonio della Torino aulica, e quello che già funzionava continua ad andare bene. Nella settimana tra il 7 e il 13 aprile ho partecipato a due serate del Circolo dei Lettori. Sale affollate, atmosfera sabauda e internazionale insieme. E poi la cultura ‘non tira’? Ma dove lo trovate un altro posto così? A Roma? A Milano? Merito degli amici Luca Beatrice e Antonella Parigi (bravissimi), ma anche di una città che vuole quello spazio e ci crede. Il nostro programma per il 2015 si è guadagnato i complimenti del Commissario Giuseppe Sala e del Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina. Soddisfatti e quasi stupiti. Senza mai dimenticare che la Torino ‘del lavoro’ è bella come la Torino dell’arte e del food, merita lo stesso assoluto interesse e va scoperta come fenomeno d’eccellenza. Quando si vince si vince sempre in squadra. E Torino lo sa fare. Con disciplina e fantasia. Metropoli ‘montanara’ (il Taurus che convinse gli antichi romani a darci un nome non significava ‘Toro’ ma montagna…) e raffinata (Juvarra, il nostro Barocco Purissimo…), militare (le guerre Risorgimentali e le schiere di tute blu della FIAT anni 50/60), in perenne equilibrio tra storia e novità. L’Italia senza di lei non sarebbe la stessa. Ma Torino, oltre ogni appartenenza, sarà sempre Torino. Un faro di idee tra la collina e il Po. Una brigata di bersaglieri (o alpini) pronta vincere. Ma oggi conosce e riconosce le sue nuove armi: i Subsonica, Davide Scabin, l’innovazione, l’arte contemporanea, e anche il sole… Perché il riscaldamento globale a noi ha doto il Sole – che trascina le Alpi verso il cielo – quasi fosse il segno di una sfida che continua. E Che Torino sa raccogliere.

 

 

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