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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

The Roof Gardens: i giardini sul tetto di Londra

Su quel lato di Kensington High Street, gli squadrati e austeri edifici art decò, che ospitano grandi centri commerciali, si susseguono torreggiando sull’opposta fila di basse case vittoriane.

Nessuno sospetterebbe, all’ultimo piano di uno di questi, la presenza di un giardino lussurreggiante con patii ombrosi, fontane gorgoglianti, tende esotiche, laghetti e fenicotteri rosa.

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Un sogno? Si, il sogno del direttore di uno di questi shopping mall, costruiti negli anni ‘30, Trevor Bowen, che volle la realizzazione di questi giardini.

Al progetto fu chiamato Ralph Hancock, un architetto paesaggista che mise in opera la visione di Bowen, trasformando i 6000mq del 6° piano dell’edificio, nel più grande giardino pensile d’Europa.                                                                                                                                    Sopra la membrana impermeabile, il sistema di drenaggio, tuttora all’avanguardia, permette il riciclo delle acque  e lo sfruttamento del passaggio del calore che, circolando dal suolo all’aria, assicura il mantenimento del microclima adatto   alla sopravvivenza delle 500 specie di piante presenti. 10367820_10203310261071016_4383385203174216391_n

Rocce arrivate dalla Pennsylvania per ricreare il paesaggio alpino: ruscelletti circondati da conifere; un folto sottobosco di felci dalle quali fanno capolino narcisi, crochi e blue bells con le loro brillanti cromìe;  piante acquatiche dalle foglie roride di rugiada che si cullano sulle placide acque del laghetto, insieme compongono la scenografia del bosco inglese.

Un muro di mattoni rossi circonda i tre cortili collegati da un ordine di archi  e colonne di foggia rinascimentale che costituiscono il Giardino Tudor, dove si trovano le stesse specie di piante che ornavano i giardini di quell’epoca storica.   La precedente proprietaria, Barbara Hulanicki, fondatrice del marchio iconico BIBA, scelse per il Giardino Tudor solo riposanti fioriture in bianco e nero per creare un ambiente dalla sobria eleganza.

Ma è affacciandosi al Giardino Spagnolo, tra portici e motivi moreschi, che si ha la sorpresa incredibile di ritrovarsi tra i profumi e i colori del Mediterraneo. Un giardino ispirato a quello dell’Alhambra con la fontana centrale e giochi d’acqua tra i due filari di pini. Alberi di olivo e aiuole incorniciate da vite neozelandese, colorate dall’origano dai fiori gialli, euforbie, ibischi di mille sfumature, rossi papaveri orientali e cespugli di rose che regalano fioriture rigogliose. Come omaggio alla piovosa Inghilterra, gli allium christophili dai grandi fiori violetti come nubi gravide di pioggia, fanno capolino negli angoli più nascosti.10373508_10203310258030940_4065632369646997982_n

Oltre il Giardino Spagnolo, nel padiglione marocchino, arredato nello stile delle tende berbere, i leggeri teli di voile che schermano l’interno, ondeggiano dolcemente tra gli archi lasciando intravedere, più in basso, Londra, lontana e tranquilla.

Atmosfere diverse di epoche e paesi lontani, vissute con un senso di straniamento che sorprende e incanta. Solo la presenza della gente, che in abiti moderni, affolla i giardini, riporta alla realtà.

Durante la settimana è possibile visitare i giardini, passeggiare nei vialetti, attraversare i ponticelli osservando fenicotteri e anatre che circolano indisturbati tra prati e corsi d’acqua.                                                                                                                                         The Roof Gardens oggi è un club privato che fa da scenario esclusivo agli eventi del jet set londinese. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la musica dal vivo e quest’anno ha ricevuto il premio della RHS (Royal Horticultural Society) al Chelsea Flower Show per la cura dei giardini.                                                                                                                        Appartiene al gruppo Virgin che fa capo a Sir Richard Branson, il quale ne acquistò la proprietà circa 35 anni addietro.

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Soltanto fermandosi ad ammirare lo skyline inconfondibile di Londra, da una delle finestre del muro di cinta, ci si rende  conto di trovarsi  a 30mt  d’altezza e ad una latitudine inaspettata.

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