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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

L’importanza di un seme bruciato

La storia della povertà non ha un inizio.

E neanche una fine.

Si può scegliere un momento a caso del corso dei millenni per raccontare episodi tristi o allegri, edificanti o deplorevoli, che disegnano, sempre e comunque, l’umana natura.

La povertà, a volte, può essere stimolante ed indurre l’uomo ad ingegnarsi per adattarsi e migliorare le proprie condizioni di vita usando e sfruttando al meglio, quello che si possiede o che si trova intorno.

Ritrovare il piacere di sapori poveri nel mondo moderno “schiavo” del benessere riempie di stupore. La storia dei chicchi di grano bruciati è tanto sconosciuta quanto esemplare.

In passato, arco temporale che va dall’epoca romana fino al secolo scorso, dopo la mietitura e la successiva bruciatura delle stoppie, i contadini della Daunia, la regione della Puglia che fa capo alla provincia di Foggia, sciamavano sui campi di grano alla ricerca dei chicchi caduti durante il raccolto e nascosti sotto le ceneri che ricoprivano i  solchi. La farina bianca era un bene prezioso e il suo costo troppo elevato per le povere famiglie che vedevano ardua la possibilità di sfamarsi. I semi bruciati diventavano dunque una risorsa irrinunciabile; macinati, essi davano una farina scura alla quale veniva aggiunta una piccola quantità della farina bianca per fare il pane e la pasta.

Oggi, i chicchi di grano si tostano artificialmente e non si arriva a bruciarli del tutto. La farina ricavata viene mescolata con una più generosa quantità di farina bianca per ottenere un pane dal gusto deciso, leggermente amarognolo, con un delicato profumo di affumicato, eccellente abbinato ai salumi e formaggi freschi, di cui ne esalta il sapore.

Con la farina di grano arso, alcune piccole aziende pugliesi preparano diversi formati pasta e alcuni prodotti da forno che si trovano soltanto sugli scaffali di negozi gourmand e delicatessen. Specialità di nicchia per buongustai e amanti delle belle tradizioni locali che, grazie all’ambizioso progetto dei GAL (Gruppi di Azione Locale), hanno varcato i confini geografici della Daunia, per raggiungere  i mercati europei, svelando al mondo la loro storia di sacrifici, creatività e amore.

Oh gloria,

oh dura oscurità

del gran lavoro fatto.

Mario Luzi Il seme

 

Nell’ambito del progetto “European Country Inn & Tourism Development in Rural Areas” i prodotti e il territorio di 11 GAL di Puglia, Abruzzo e Campania sono stati promossi nel Regno Unito attraverso la realizzazione di eventi e promozioni dimostrative.

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