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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

La metis e i moscardini

Che strano nome, moscardino. In Francia, nel tardo ‘700, indicava i giovani particolarmente eleganti e con nostalgie monarchiche. Fino a qualche anno fa, qui a Torino, lo si diceva delle persone azzimate, molto attente al loro aspetto: “Fa nen al Muscardin, Nini” –mi diceva Mamma Elda. Ma a noi interesano altri moscardini: proprio quei polpetti che vi servono o in miracolose zuppette o bolliti o stufati con i piselli, magari per accompagnare un piatto di linguine. Octopodidae, come il polpo. E certo intelligenti anche loro: lo sapete, in effetti, che il polpo è dotato di un’intelligenza non indifferente? Pare sia in grado, di fronte a del cibo rinchiuso in un barattolo, di aprire il riottoso contenitore per cibarsi. Più in gamba di me e di voi quando vogliamo aprire quella dannata albanella che Zia Egle ha serrato tanto bene.  E poi c’è –o meglio c’era- il polpo Paul (no, non sto parlando di Paul “Polpo” Pogba, tanto amato dagli juventini, quorum ego). Il polpo Paul (nato nel 2008 presso l’isola d’Elba e deceduto la notte del 25 ottobre 2010 a Oberhausen, Sea Life Center –badate che non scherzo: le date sono tratte da un articolo di Wikipedia che ha tutta l’aria di non essere un fake) ha goduto di un periodo di intensa popolarità durante i Mondiali di calcio del 2010, grazie alle sue previsioni –si dice tutte azzeccate- sui risultati delle partite. Non domandatemi come gli ponessero i quesiti, però.

D’altronde, già i Greci, che la sapevano molto, molto lunga, nel parlare di quella particolare forma d’intelligenza definita metis, citavano due esempi: il nocchiero e l’ottimo polpo, cugino del Nostro. La metis, per capirci è l’intelligenza che permise a Odisseo di scamparla per dieci anni durante il suo viaggio di ritorno a Itaca. Che poi Odisseo avesse tanta voglia di ricongiungersi al patrio suolo, non ci giurerei.

Ma parliamo di cose serie: comprate un chiletto di moscardini dal vostro pescivendolo di fiducia. Di meno non direi, ché i moscardini, cuocendo, rilasciano acqua, diminuendo di molto il loro volume. Se il pescivendolo ha la luna storta, vi toccherà pulirli. La cosa però non è troppo complicata. Incidete sotto la sacca e svuotatela; potete anche fare un altro piccolo taglio, perpendicolare al primo, in modo da ottenere un T rovesciata. Se i moscardini sono grandi –ma io li preferisco piccini- cercate anche di spellarli, sia internamente che esternamente, poi, sotto l’acqua corrente, rigirateli, aprendo i tentacoli e, eventualmente con l’aiuto di uno spelucchino, asportate becco e occhio. Potete tentare di “spremerli” ma non sempre la cosa riesce. Basterà allora un piccola incisione centrale. Lavateli per bene e asciugateli. Come prepararli? Il punto è il tempo di cottura. Come per molti molluschi, o li cuocete per pochi minuti o decisamente più a lungo. La via di mezzo vi regalerebbe un moscardino coriaceo e stopposo. Comunque, parliamo di cottura lunga: aglio, uno spicchio grande o due piccoli (io lo taglio a fettine sottilissime in modo che quasi si sciolga a fuoco basso. Usarlo vestito, come oggi va di moda, mi pare un delitto di leso sapore), peperoncino (taglio sottile sottile anche quello), olio. Quando il soffritto è pronto aggiungete i moscardini che, cuocendo, tenderanno a colorire e a rilasciare succhi saporiti e profumati. Sfumate con un bicchiere di vino bianco secco. A questo punto, pomodori freschi, pelati e tagliati a tocchetti. Potete farli sbollentare per un minuto per pelarli o fare come me: tolgo il picciolo e li strizzo nel lavandino, per eliminare l’eccesso d’acqua e un po’ di semi. Dopo averli trattati in questo modo, li pelerete con facilità anche a crudo. Con i pomodori potete aggiungere anche dei capperi dissalati e delle olive taggiasche. Salate, coprite e fate ridurre per una quarantina di minuti. Se avete del fumetto potete aggiungerlo per preparare una zuppetta.

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Altrimenti, al posto dei capperi potete aggiungere piselli. Con quest’ultima soluzione potrete condire un piatto di linguine, guarnendo con prezzemolo tritato e, se siete arditi come me, con anche un po’ di aglio crudo schiacciato o tritato.

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Oppure, se avete scelto la strada della zuppetta (senza piselli, ma con i capperi), avrete abbrustolito delle fette di pane che vi consiglio, ahimè, di sfregare poi con l’aglio.

Buoni? E lo domandate?

PS: mi scuso per l’uso di immagini non mie ma raccolte in Rete. Ma ieri sera, quando ho preparato la zuppetta di moscardini, il profumo era tale che mi sono dimenticato di fotografarla.

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