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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Kipling e i contrabbandieri di Rottingdean

E dire che mi pareva di conoscere, seppure non in dettaglio, la vita e le opere di Rudyard Kipling. Il suo legame con l’India ha fatto si che lo “incontrassi” da piccolina;  Il Libro della Jungla e Kim hanno alimentato il mio amore per la terra natale dello scrittore e film come Gunga Din e Capitani Coraggiosi tratti da sue opere, sono tra le mie storie preferite e mi hanno accompagnato nell’adolescenza.

Vissuto tra Inghilterra, India e Stati Uniti, il suo breve passaggio a Rottingdean, dove Kipling abitò per pochissimi anni, devo dire, mi era sfuggito. E che perdita!

Oggi Rottingdean, un delizioso borgo antico di casette dalle facciate coperte di flint stones*,  sta per essere inglobato nell’area urbana di Brighton, ma alla fine dell’800 e ancora prima al tempo delle guerre napoleoniche era un ridente villaggio costiero i cui abitanti era dediti al contrabbando.

 

IF you wake at midnight, and hear a horse’s feet,

Don’t go drawing back the blind, or looking in the street,

Them that ask no questions isn’t told a lie.

Watch the wall my darling while the Gentlemen go by.

 

Direte voi: proprio tutti gli abitanti? Ebbene si. O forse ni. Diciamo che alcuni contrabbandavano e gli altri erano complici o conniventi.

Ecco qua:

 

Five and twenty ponies,

Trotting through the dark –

Brandy for the Parson, ‘Baccy for the Clerk.

Laces for a lady; letters for a spy,

Watch the wall my darling while the Gentlemen go by!

 

Anche il vicario era coinvolto… D’altra parte, le tasse erano altissime per i generi di lusso e il terreno poroso della costa ben si prestava a scavare tunnel e stanze segrete dove ammassare tabacco, cognac e articoli per signora provenienti dal continente che venivano rivendute a Londra con grande profitto. Perciò anche sotto la chiesa c’erano passaggi e depositi segreti, così il vicario aveva garantita la fornitura di tabacco per se e vino per celebrare sull’altare la grandezza e la benevolenza di nostro Signore e magari anche ringraziarlo per tener lontane le guardie del re!

 A Rottingdean abitava la zia di Kipling, per tale motivo lo scrittore era uso frequentare il villaggio sin da piccolo, tanto che quando egli si ritirò dalla vita sociale acquistò The Elms, il cottage proprio di fronte alla casa della zia, dove visse per 5 anni fino alla morte della figlia, episodio che lo indusse a trasferirsi altrove a finire i suoi giorni. The Elms negli anni è passato di mano ed è adesso proprietà privata, ma il giardino della casa, Kipling Gardens, è aperto al pubblico; un’oasi di tranquillità tra aiuole fiorite e vecchie mura.

A proposito di mura e antiche pietre, incastonata nel muro di cinta del cottage c’è una pietra, chiamata the wishing stone, la cui leggenda narra sia stata portata in Inghilterra da un crociato al seguito di Riccardo Cuor di Leone al ritorno dalle campagne in Terrasanta. La pietra ha i lineamenti di un volto umano e pare che sfregandone tre volte il naso con l’indice della mano destra e girando per tre volte su se stessi esprimendo nel contempo un desiderio, questo si avvererà. A patto però che non siate venali; le vincite alla lotteria non sono ammesse!

the wishing stone

*flint stone è la selce usata dagli uomini delle caverne per generare le scintille. Tutta la costa del Sussex è ricca di questo minerale, tanto da essere largamente impiegato nelle costruzioni. Così sappiamo anche da dove viene il cognome di Fred e Wilma!

 

 

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