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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Fotografare Londra. Le 10 regole del gioco. 2

Premesso che il mio è un approccio meticcio (da giornalista prestato alla fotografia e non viceversa) iniziamo con un decalogo di regole. Che sono semplicemente le mie, quindi per nulla assolute e (volendo) trasgredibili quanto adattabili.

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1) Scegliete la velocità a discapito delle complessità tecniche. L’istante buono è quello che ‘vedete’. Chi perde tempo impostando troppo ‘il mezzo’ perde la foto. Irrimediabilmente. 2) Non dite mai ‘ripasso’ o, peggio, ‘la faccio dopo’. State percorrendo chilometri, nella maggior parte dei casi non ripasserete mai dal luogo dove vi trovate.

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3) Occhio alle nuvole in continuo movimento. Nascondono, filtrano, velano, si squarciano, con velocità impressionante. Se ne inseguite il movimento la luce giusta sarà la preda da afferrare. Velocemente, come in un safari. 4) Londra è la città ‘people’ per eccellenza. Ma loro corrono veloci e voi no, perché – da buoni ‘nonlondinesi’ – vi guardate intorno senza fretta. Quindi scegliete un angolo, un corner, e aspettate. Il soggetto arriva sempre e vi scorrerà davanti, inconsapevole, per farsi raggiungere dal vostro clic.

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5) Inseguite il contrasto. Ogni strada, piazza, parco, mercato, è un insieme di quinte. Come a teatro. Paga il soggetto, come lo sfondo, gli sfondi, il sovrapponibile. L’eccentrico da accostare è sempre una felice opportunità. Vince la fantasia al potere. 6) Correggete le cartoline. Quelle immagini classiche che tutti, inevitabilmente, siamo portati ad immortalare. Le scenari aulici non si possono spostare, ma voi si. Arrampicatevi, sdraiatevi, piegatevi. Avrete un ‘taglio nuovo’ che rivelerà dettagli inattesi; che spesso vedrete dopo, quasi mai durante. Osate.

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7) Usate il grandangolo spingendolo verso il vostro soggetto. Avvinandovi il più possibile. Nei mercati, nei locali affollati, a tavola, tra la folla. Avrete il vostro soggetto ‘incorniciato’ da un mondo…che spesso è l’esotico umano londinese. Unico. 8) Creatività nelle selfie. I vostri volti in gruppo belli sorridenti, o pieni di smorfie, lasciateli a casa. La selfie metropolitana può mettervi al centro di palcoscenici originali, inattesi, vostri ma unici come contesto. Trasformate l’apparentemente banale in una occasione per diventare protagonisti  9) Fate il vostro diario quotidiano sui social. Arricchite le immagini con dettagli, commenti, indirizzi. Un social ben gestito (Facebook, Twitter o Instagram) può rendervi un media, un reporter, un cronista delle vostre esplorazioni. Avrete un album e un vero reportage personale da condividere.

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Ora dopo ora. 10) In ultimo un suggerimento ‘trasgressivo’: fotografate… con la pancia. Abbassate la macchina (o lo smartphone) a livello ‘ombelicale’ e provate ad immaginarvi l’inquadratura. Se usate una reflex montate il grandangolo, aiuta. Il risultato permette di cogliere volti ed espressioni naturali, da una posizione (inclinando l’obiettivo leggermente verso l’alto) inconsueta; qualche volta ‘naturalmente creativa’. Molte immagini saranno inevitabilmente ‘tagliate’, o inutili, ma – scattando in sequenza – ‘troverete’ sorprese da incorniciare. Nei mercati e tra la folla questa tecnica vale davvero la pena di essere sperimentata.

Concludo con un ultima annotazione. Tranne che nella ‘tecnica di pancia’, appena descritta ‘,scegliete’ la foto. Un cacciatore di immagini non è un commandos con il mitra che clicca a raffica. Convinto, a torto, che troverà sempre l’immagine migliore, dopo. La foto non è nata digitale. I grandi maestri del passato, o solo i professionisti di 15 anni fa, subito non vedevano nulla. E ogni foto ‘costava’ – rullini, sviluppo, etc… Quindi pensavano, sceglievano; magari velocemente, ma pensavano e sceglievano. Prima del mezzo esiste l’occhio e la mente. La fotografia sarà comunque questo e non altro. Sempre.

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