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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

da Torino a Portobello Road attraverso un banco di sabbia nei mari tropicali

Che storia è?

Una di quelle che si aprono come le scatole cinesi. A proposito di Cina, il banco di sabbia del titolo è proprio nel Mar Cinese Meridionale….

Vi spiego come ho fatto ad arrivarci.

Quando visito una galleria di ritratti, come faranno tanti di voi,  oltre a cercare di riconoscere l’autore del dipinto che sto osservando, mi attardo a leggere i nomi dei personaggi.

L’altro giorno, a Greenwich, dove in ogni angolo si celebra la gloria della Royal Navy e dei suoi protagonisti, facendo un giro alla Queen’s House,  mi sono imbattuta nel ritratto di un aitante ufficiale della Marina di Sua Maestà: l’ammiraglio Edward Vernon.

Non vi dice niente, suppongo. Beh, consolatevi, non diceva niente anche all’impiegato del museo al quale chiedevo conferme sull’identità del personaggio.

Questo nome invece mi ha fatto aprire la prima scatola.

Ho passato tanto tempo su carte nautiche e portolani, a segnare rotte e fare punti nave coi radiofari o usando il sestante, una pratica imprescindibile per chi navigava in alto mare (ahimè ai miei tempi il GPS era ancora da venire). Una delle ragioni che mi spingeva a studiare  le carte di paesi lontani, era quella di pianificare viaggi immaginari per mari che sognavo di solcare.

Emilio Salgari, torinese, grande viaggiatore sedentario, è colui che mi ha fatto incontrare, tanti anni fa, l’ammiraglio Vernon.

A nord est di Mompracem, l’isola di Sandokan e dei Pirati della Malesia, si trova il banco di Vernon, un basso fondale temutissimo dai naviganti, specie con il mare in tempesta. Le onde,  in sua prossimità, urtando l’ostacolo imprevisto si alzano altissime; la storia conta numerosi naufragi avvenuti da quelle parti, molti dei quali rimarranno per sempre sconosciuti.

Il famigerato banco di sabbia prende dunque il nome di Vernon che, durante la sua permanenze nelle Indie Orientali, per primo ne rilevò la presenza segnandolo sulle carte dell’epoca ed eternando per sempre la sua scoperta.

Capisco che a molti di voi non punga vaghezza di censire i banchi di sabbia dei mari tropicali, tuttavia, l’ammiraglio, meriterebbe di essere popolare almeno per un paio di cose ad egli riconducibili.

L'ammiraglio Edward Vernon ritratto da Thomas Gainsborough

L’ammiraglio Edward Vernon ritratto da Thomas Gainsborough

Leggendo la sua storia, per la verità non troppo gloriosa, ho appurato che durante la campagna guerresca degli inglesi contro gli spagnoli, per la supremazia nei Caraibi, egli conquistò la città di Portobelo vicino Panama e in patria ne furono talmente entusiasti da dedicare una via della capitale a tale impresa.  La campagna militare, nel prosieguo, fallì miseramente anche per la sua incapacità strategica, ciononostante egli seppe far risaltare i suoi successi piuttosto che le sue sconfitte, guadagnandosi una immeritata quanto longeva carriera politica. Auspico che da oggi in poi, non potrete più fare a meno di associare il mercatino di Portobello Road all’ufficiale della Royal Navy.

Un’altra curiosità legata all’ammiraglio Vernon è il grog. Pare che, stufo dei frequenti casi di ubriachezza dovuti alla razione di rum che spettava ai marinai, questi ordinò di annacquare il liquore e aggiungervi del succo di lime e zucchero. La ciurma non vide di buon occhio questa decisione e affibbiò alla nuova bevanda il nomignolo grog, dal pastrano che Vernon indossava, fatto di una ruvida stoffa chiamata grogram che gli aveva valso l’epiteto di Old Grog. Il nome di grog è tuttora in uso e questa mistura da lui inventata, rimase parte della razione giornaliera dei marinai di HRM, fino agli anni ‘70.

E questa era l’ultima scatola.

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