web analytics

London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Compianto per Dorset Street

Forse, é la catarsi, o, forse, é la legge del contrappasso.

Il quartiere di Spitalfields, meno di 100 anni fa, era uno slum sovraffollato e maleodorante, povero e pericoloso, covo di malfattori, prostitute e derelitti. Quello che era il regno degli ultimi, a cento anni di distanza, é destinato a diventare una propaggine della City, la capitale della finanza mondiale, tutto scintillante di vetro e acciaio. Asettico, senza odori (pecunia non olet)  e senza anima.

Oggi, particolarmente, celebro (o piango) la scomparsa di Dorset Street. Il covo di nequizie, il luogo più sordido e la strada più malfamata della Londra vittoriana. Cancellata. Sparita dalle mappe. Inghiottita per sempre dagli inarrestabili piani di rigenerazione, consegnata alla storia e forse all’oblio. Il suo nome comparirà soltanto nei rapporti criminali e chi vorrà identificarla dovrà indicare un punto imprecisato all’interno di un grande complesso di uffici e negozi che presto apriranno le loro porte a nuove falangi di impiegati  “corporate dressed”.

Scriveva così un giornalista del Daily Mail, nel 1901:

“…Qui abbiamo un luogo che  vanta un tentativo di omicidio in media una volta al mese, di un omicidio in ogni casa, e una casa, almeno, con un omicidio in ogni camera. I poliziotti come regola vanno in coppia. La fame si aggirarsi nei suoi vicoli, e qui sono allevati i criminali di domani…”

In Dorset Street, il più notorio serial killer della storia del crimine, Jack Lo Squartatore, era solo uno dei tanti e forse Jack era proprio “quei” tanti messi assieme. La strada era famigerata per l’abbondanza di taverne e lupanari e per le altrettanto famigerate common-lodges houses: gli ostelli per i manovali e le prostitute che lavoravano, a diverso titolo, nel vicino mercato di Spitalfields. Ammassati in grandi camerate e dentro sorte di bare di legno, queste anime destinate alla dannazione eterna, dopo aver speso quanto guadagnato duramente nelle taverne della zona. passavano la notte con, almeno, un tetto sopra la testa, ma, certamente, non al riparo dei pericoli.

common-lodging-house

Ancora nel 1960, uno scrittore ebreo raccontava nei suoi diari della giovinezza:

“…Era una strada di puttane. Ho fatto sempre una sottile differenza tra una puttana e una prostituta. Almeno eravamo abituati a pensare così. Le Prozzies erano più giovani, e più attraenti. Le puttane erano vecchie ciabatte dissolute. Brulicava di personaggi cattivi, disperati, malvagi, depravati, tagliagole. Nessun ebreo viveva lì. Solo pochi audaci avevano il coraggio anche di attraversarla. C’erano pub ogni due passi. Bordelli ogni pochi metri. Era popolata da spietati assassini e ubriachi riottosi….”

Che sollievo sapere che Dorset Street sia stata, infine, spazzata via dal progresso!

 

 

Condividi l'articolo
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento