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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Clash City Rockers! .1

Londra chiama e Torino prontamente risponde: il riferimento ai Clash nel titolo di questo Magazine non è casuale, perché, proprio come la musica della band londinese, anch’esso si fonda sul contatto fra mondi diversi, fra realtà geografiche e culturali distanti.
Joe Strummer era un disperso nel mondo: nato ad Ankara, è vissuto tra Turchia, Egitto, Messico e Germania per approdare infine in Inghilterra. Questa tendenza al nomadismo la si può riscontrare anche nella musica dei Clash, gruppo capace di evolversi costantemente, puntando la propria bussola compositiva in direzioni sempre diverse. In soli sette album Strummer e soci sono riusciti a mutare pelle più volte, ibridandosi di volta in volta con generi e suoni diversi. Basti pensare a come in appena 4 anni siano riusciti a passare dalla schietta rabbia punk di The Clash (1977) e Give ‘em enough rope (1978) agli anthems reggae’n’roll/ska-punk di London Calling (1979) per poi giungere a quel gigantesco maelstrom di dub, ska, jazz e dance che è Sandinista!(1980). Punk senza essere punk, i Clash erano sempre troppo tesi a esplorare nuovi territori per rispettare le etichette: dopo essere stati tra i fondatori di una rivoluzione musicale, i londinesi si spogliarono degli stretti abiti del genere per rincorrere modalità espressive sempre nuove. E non furono i soli, perché in una città come Londra dove oggi come allora la creatività è particolarmente esplosiva, furono molti gli artisti che, sperimentata la libertà del mondo punk, si diedero da fare per creare un universo musicale sfaccettato e multiforme. Erano i tempi dell’ondata new wave, forza motrice di una costante ibridazione e scambio culturale, come dimostrano l’esplosivo rock sperimentale dei Public Image Ltd di Johnny Rotten (in cui militava anche l’ex Clash, Keith Levene), il nervoso reggae bianco delle Slits o la raffinata avanguardia pop dei Wire.

Questa commistione di idee e culture che ha reso immortale la musica dei Clash non ha ancora esaurito la sua forza e mi spinge oggi a tentare di gettare un ponte che dalla punta della Mole arrivi a quel multiforme ed emozionante garbuglio di suoni che è Londra.

Dallo stereo di Ruggero for your ears only:

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