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London calls Torino risponde

Un web-magazine di Guido Barosio, Alessandro Defilippi e Antonina Sciortino

Zio Paperone e i giardini pensili

Mentre leggevo l’articolo di Antonella Sciortino sui roof gardens, mi è tornato, prepotente, un ricordo: remoto e recente a un tempo. Piccola premessa: sono appassionato di fumetti e considero Carl Barks, Floyd Gottfredson e Don Rosa tre grandi narratori del novecento, con una piccola predilezione per il primo. Per gli sventurati che non lo sapessero (“la sventurata rispose” -dice Manzoni), aggiungerò che sono tre dei maggiori, forse i massimi autori disneyani. Gottfredson ha creato il grande Mickey Mouse dei decenni ’30-’50. Barks “è” l’uomo dei paperi –per intenderci, il creatore di Uncle Scrooge/Zio Paperone. Don Rosa ne è a sua volta il grande continuatore, cantore, innovatore. Bene, ma anche in Italia non scherziamo. In edicola, meritoriamente, sta uscendo l’opera omnia del compianto Romano Scarpa, veneziano, che, soprattutto nei primi anni, fu un degno emulo di Barks. Una delle sue storie più belle e malinconiche ha titolo proprio “Paperino e le lenticchie di Babilonia”. E’ la storia di come Paperone. un Paperone molto barksiano -e chi conosce Barks sa cosa intendo- sia caduto in rovina. Ha perduto tutto il suo denaro, in favore dei Beagle Boys, la Banda Bassotti. E lo ha perduto a causa di un affare-truffa che concerne le lenticchie. Lenticchie –direte voi? Come ci si può rovinare per delle lenticchie? Se rileggete la Bibbia o domandate a Esaù, fratello di Giacobbe, capirete. Lui ne sa qualcosa.

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Lenticchie: piatto povero, da cucinare stufate o in una calda, meravigliosa zuppa o in certe avventurose insalate a base di pesce. Lenticchie, sinonimo a Capodanno di denaro. Ma anche di povertà –solo un piatto di lenticchie!- e di rinascita. Leggete questa storia meravigliosa: commuovevi alla vista di Paperone dignitoso mendicante, anziano zio felice di avere ancora un tetto e un letto. E gioite all’ultima pagina.

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2 commenti

  1. Antonina Sciortino - 29 maggio 2014 14:42

    Da Londra a Paperopoli passando per Babilonia. Un bel giro!
    Dev’essere un numero molto vecchio, non ricordo la storia. Avevo le intere annate di Topolino uscite dal 1970 al 1978. Tu conservi ancora la collezione?
    Sai che il ristorante al 7° piano del Roof Gardens si chiama proprio Babylon? Inevitabile.

    • Alessandro Defilippi - 29 maggio 2014 15:12

      Inevitabile davvero. Non ho annate complete ma conservo molti vecchi albi. E poi tendo ad acquistare tutte la raccolte possibili. Ho riletto le lenticchie nella collana su Scarpa di cui parlo nel pezzo

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